Chi sono i magnifici 6 del Bartoletti?

Chi sono i magnifici 6 del Bartoletti?

Fabio, Luca, Francesco, Roberto, Andrea e Mariano

Sabato 7 e domenica 8 maggio sono stato a Principina a mare.

Mentre stavo arrivando, ho telefonato a Fabio, che mi ha detto che era dai loro cavalli.

In totale sono sei amici, che hanno realizzato, a 300 metri da casa mia, una bella struttura per i loro cavalli, affittando un appezzamento di terreno da Adolfo Bartoletti.

Fabio lo conosco da quando avevo 16 anni, ci siamo persi di vista 20 anni fa.

Aveva con la moglie una selleria a Grosseto, mi servivo da lui.

Con lui c’era Luca, che conosco da alcuni anni, abbiamo fatto subito amicizia.

Luca lavora a Grosseto come architetto ed ha la casa per le vacanze nella mia stessa via.

Le tre foto che seguono sono state scattate da ©2022 Alica Mák.

Tra sabato e domenica ho fatto vari scatti con la mia Minox della Leica, la Bencini Cometa e l’Horizont, i risultati li vedrò tra alcune settimane, i rotolini vengono sviluppati al Nord.

Domenica mattina ho fatto colazione al Polypus Bar con un bombolone alla crema ed un caffè lungo in vetro.

Domenica a pranzo sono andato al campeggio di Principina a mare.

C’è una bella struttura, “Il Contadino al Mare” in via del Dentice, 10.

Acqua naturale fredda, bicchiere di vino bianco fresco, antipasto misto di mare, primo piatto tagliolini allo scoglio, caffè doppio corretto: solo €25,00.

Tutto veramente buono ed abbondante, mi potevo fermare all’antipasto.

Andateci, fatevi consigliare dalla gentilissima Cri, il marito è il sublime cuoco Francesco.

 

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Respirare aria di cavallo.

Venerdì 18/03/2022 sono stato ad Alberese, all’Agriturismo “Il Gelsomino” per ritirare un paio di pantaloni da cavallo, che la sarta mi aveva lasciato lì.

Mi è venuto l’idea carina di trasformare un paio di vecchi jeans, larghi di coscia e pesanti, in pantaloni appunto da cavallo.

Mi sono fatto fare la gamba da cavallo ed i rinforzi dei ginocchi e della parte inferiore della seduta, quella del fondo schiena, con del tessuto sempre di jeans.

Poi ho respirato un’attesa aria di cavallo, per me direi vitale, chissà quando potrò tornarci, solo al passo!

Sto facendo ginnastica respiratoria e postulare per migliorare la respirazione, nonché per rinforzare i muscoli addominali e dorsali.

Inizierò nuovamente da zero, prima il rettangolo per 30 minuti, dopo per 1 ora e poi per 1 ora e mezza.

Dopo tornerò in passeggiata nel Parco della Maremma grossetana per 2 ore e mezza.

Mi attendono giorni felici, ho dovuto sospendere il cavallo a fine settembre!

 

 

 

Intanto il giorno dopo, sabato 19 marzo, per il mio onomastico ho comprato le frittelle di San Giuseppe per tutti, 3 a testa, 1 al riso, 1 al cioccolato ed 1 alla crema.

 

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Orologio artigianale fatto a mano.

Ho acquistato 2 orologi da “La Gang di Pablo – Laboratorio Artigianale” su Facebook ed ho fatto l’ordine a Silvia Vittiglio tramite Messenger.

1 orologio l’ho appeso nel mio ufficio di Siena a sinistra del mio iMac 27″ Retina.

1 lo porterò al mare e lo appenderò sopra alla mia piccola scrivania dove in vacanza uso il mio Mac Book Pro 15″ Retina.

Non sono assolutamente superstizioso, ma un po’ di fortuna non guasterebbe!

Sono fatti a mano, uno non è uguale all’altro per piccoli dettagli.

A me piacciono e li ho pagati una cifra più che onesta!

Ore con chiodi per la ferratura, al centro un ferro di cavallo e meccanismo giapponese, sono puntuali, 1 batteria AA.

Su Facebook trovate altri oggetti in vendita.

 

 

 

 

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Il Palio di Siena: la “fiasca”.

Il Palio di Siena è una competizione fra le Contrade di Siena nella forma di una giostra equestre di origine medievale.
La “carriera”, come viene tradizionalmente chiamata la corsa, si svolge normalmente due volte l’anno: il 2 luglio si corre il Palio in onore della Madonna di Provenzano festa della Visitazione nel calendario antico e il 16 agosto quello in onore della Madonna Assunta.
In occasione di avvenimenti eccezionali, di ricorrenze cittadine o nazionali ritenute rilevanti e pertinenti (ad esempio: il centenario dell’Unità d’Italia), la comunità senese può decidere di effettuare un “Palio straordinario”.

L’ordine di ingresso è segreto fino all’ultimo momento e viene determinato con un meccanismo automatico chiamato “fiasca“. Esso è composto da un tubo verticale che termina dentro un serbatoio. Prima che i cavalli escano dall’entrone, i “Deputati della Festa” (i fiduciari del Comune nominati di Palio in Palio, garanti e responsabili del corretto svolgimento di tutte le operazioni legate alla corsa) pongono dieci sfere di legno, detti “bàrberi“, raffiguranti i colori delle contrade partecipanti dentro il serbatoio, sul quale attaccano il tubo verticale dotato di dieci fori numerati. La “fiasca” viene poi agitata, così da far disporre casualmente le sfere, che vengono fatte scivolare nel tubo (nel frattempo coperto); il tutto viene poi sigillato. Nel momento in cui i cavalli e i fantini raggiungono la curva del Casato, il tubo viene scoperto e i sigilli vengono rimossi: l’ordine viene così appuntato su un foglio, fatto recapitare dal comandante della Polizia municipale direttamente al “mossiere” in piazza.

Questa immagine mostra i barberi alla mossa.

 

Da ragazzo, nel bosco di Oncinello, la villa dei miei nonni, c’era una montagnola, creata con la terra di scarto della grotta adiacente ed io facevo partire dall’alto i barberi, le palline di legno delle contrade, che facevano una sola curva, San Martino, per poi arrivare in fondo e decretare il vincitore.

Il gioco da tavolo riproduce il principio con il quale viene sorteggiato l’ordine delle contrade alla mossa nel Palio di Siena.

Segue una Gallery fotografica ed un video da me realizzato con le immagini di Claudio Orlando, artista senese, che da 10 anni vive in Francia nella città di Nîmes, autore di questi oggetti che sono in vendita.

Per ordinare gli oggetti scrivete a Claudio Orlando con Messenger.

 

Questo è un video da me realizzato e caricato su YouTube.

Io sono Protettore della Sovrana Contrada dell’Istrice!

Sol per difesa io pungo“.

 

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Il morso ed i butteri.

L’imboccatura  fa parte dei finimenti usati per comunicare con il cavallo durante il lavoro, basata su un’azione a leva. In ogni caso si tratta sempre di un mezzo di comunicazione e non di coercizione. L’imboccatura agisce sulla bocca del cavallo, in corrispondenza delle barre, zona della bocca del cavallo priva di denti, tra gli incisivi e i premolari. È giusto ricordare che tutte le parti della bocca del cavallo hanno una grande sensibilità e il cavallo va maneggiato sulle redini sempre in modo delicato.

A cosa serve il l’imboccatura del cavallo?

L’imboccatura è il pezzo di metallo che va nella bocca del cavallo ed è collegato alle redini. Serve per direzionare il cavallo ed è fondamentale. Inoltre, un’imboccatura non adeguata potrebbe ferire l’animale e rivelarsi pericolosa. Non a caso, esistono alcune briglie prive di imboccatura. Il cavallo impara a rispettare l’imboccatura non la deve temere.

Come funziona l’imboccatura del cavallo

L’imboccatura del cavallo agisce su diversi punti della bocca attraverso il cannone (la parte centrale dell’imboccatura) ma anche gli anelli laterali e in base alla tipologia di filetto o morso. Tuttavia, può variare e coinvolgere altri punti della testa.

L’azione dell’imboccatura sulla bocca del cavallo:
• Le barre: lo spazio privo di denti, tra gli incisivi e i premolari dove poggia l’imboccatura. La pressione in proporzione alla lunghezza delle aste che viene aumentata anche dal barbazzale.
• La lingua: pressione, applicata dal pezzo boccale, è in relazione con lo spessore e con il tipo di pezzo boccale
• le commessure labiali
• il palato: se il boccale ha un ponte alto
Solco del mento (barbozza): pressioni del barbazzale quando si agisce sulla redine del morso.
Lati della mascella: un morso può aggiungere anche una certa pressione sui lati della mascella, a causa della sua lunghezza.
Alcuni tipi di imboccature coinvolgono anche altri punti della testa come la nuca e il naso.

Misura dell’imboccatura del cavallo
L’imboccatura varia in base alla grandezza della bocca del cavallo. È possibile misurare la dimensione anche posizionando una bacchetta di legno nella sua bocca che deve sporgere di almeno un centimetro da entrambi le parti.
In generale, se il cavallo è piccolo, anche la dimensione della bocca sarà piccola. Anche sei vi sono delle eccezioni, come ad esempio l’Haflinger che nonostante abbia l’altezza di n pony, ha un testa e una bocca grande.

Dimensione imboccatura
10,5 cm: per pony di piccole dimensioni

11,5 cm: pony o cavalli di piccole dimensioni come purosangue inglesi o arabi di altezza inferiore a 1,60 al garrese:

12,5 cm: cavalli di grandezza media o un pony con testa grande

13,5 cm: cavallo grande

14,5 cm: cavalli con testa grande

NB. Se l’imboccatura è troppo piccola può pizzicare le labbra e  se troppo grande può ferire la bocca.
Se il cannone è grande, l’azione sarà dolce e leggera. Se il cannone è piccolo comporta un’azione severa in bocca del cavallo.

Scegliere l’imboccatura giusta per il cavallo

L’imboccatura giusta dipende da diversi fattori. In primo luogo, il temperamento e il carattere del cavallo incidono sul tipo di morso.

Non conta la forza di un cavallo. Tutto dipende molto spesso dalla sensibilità in bocca del cavallo. Ad esempio, se viene messo un morso severo ad un cavallo delicato questo tenderà a ribellarsi così come un morso leggero in un cavallo disobbediente comporterà molta azione di redini.

Inoltre, se il cavallo ha bisogno di un morso severo potrebbe significare che necessita in realtà di perfezionare l’addestramento. Un morso severo, in nessun modo potrà mai sostituirsi all’addestramento del cavallo.

Per scegliere l’imboccatura più adatta è fondamentale osservare l’animale e casomai sperimentare le imboccature. In alternativa, è anche suggerito rivolgersi a persone più esperte.

Differenza tra il morso e il filetto

Ci sono due tipologie principali di imboccature: filetti e morsi. A differenza del filetto, il morso ha un’azione più rigida sul cavallo. Il morso agisce sulla lingua e la mascella mentre il filetto agisce prevalentemente sulle commessure labiali; è generalmente snodato e privo di barbazzale.
La gestione del cavallo dipende da diversi elementi: l’assetto, le gambe e le redini. La scelta dell’imboccatura è importante anche per il tipo di disciplina equestre nonché per il tipo di cavallo.
Ci sono diversi tipi di filetti e di morsi che si differenziano per la forma e il materiale. Di norma, sono in acciaio con il cannone che può essere pieno o vuoto pertanto più leggero, oppure possono essere in rame, gomma o rivestiti in cuoio. Il rame è deformabile e potrebbe creare delle sporgenze che infastidiscono il cavallo. Tuttavia è un ottimo materiale in quanto favorisce la masticazione.

I morsi per cavalli

Il morso ha un’azione diretta e indiretta sulla bocca del cavallo. Ovvero, il movimento della mano è aumentato tramite l’effetto della leva. Può agire sia sulla bocca che sulla nuca e sulla barbozza.

Com’è fatto il morso?

Il morso come il filetto ha un cannone e si distingue perché presenta due aste laterali. Alle estremità delle aste sono inseriti due anelli: in quello basso s’inseriscono le redini, nell’anello alto i montanti della testiera.
Le redini agiscono sulla leva che si sposta indietro e agisce sulla bocca
• La parte superiore dell’asta va in avanti e agisce sui montanti collegati al sovracapo della nuca.
• Il barbozzale agisce e stringe sulla barbozza
Anche lo spessore del morso ha una funzione sull’azione in bocca del cavallo.
Il morso può essere snodato (snaffle bit), a leva (curb bit) o gag bit.
Morso snodato: le redini vengono attaccate all’imboccatura che agisce sia sugli angoli della bocca che sulla lingua.
Morso a leva: redini attaccate al braccio della leva. Il cavallo sente maggiore contatto. Questo tipo di morso lavora sulla barra della bocca del cavallo come anche sotto il mento, tramite la catena del curb.
I morsi sono per cavalli esperti ovvero ben domati. La mano del cavaliere deve essere delicata in quanto il morso provoca dolore al cavallo.

Diversi tipi di morsi
Morso inglese: quello più noto è il Dee-ring o “anello a D”. La forma laterale assomiglia ad una D. È un morso meno severo rispetto agli altri tipi di morso.
Happy mouth: si tratta di un morso leggero fatto in gomma
Pelham: è a metà tra un morso e un filetto. Presenta un cannone nella stessa posizione del filetto. Viene spesso utilizzato nel dressage. Solo per cavalieri esperti.
Tra gli altri tipi di morso, vi sono il KimberwickMorso pessoamorso irlandese, morso spagnolo e argentino o il morso utilizzato dai butteri.
Una tipologia di imboccature adatte per lavorare ad una mano, nel caso delle monte da lavoro come la monta western, buttera o monta spagnola.

Fonte ©2021:
www.amoreaquattrozampe.it

Il dizionario del butteri:
www.ilbivaccomaremma.it

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La mia Bardella tolfetana.

Leggi un commento

La bardella (deriva dall’arabo bardaah, sella senza arcione. La stessa origine ha il termine francese bardello, che indica una sella, ormai in disuso, che ha in comune con la sella maremmana l’imbottitura interna di pelo animale).

È la sella del cavalcante per eccellenza e viene usata da molto tempo nell’intero territorio maremmano. È anche la più povera delle selle usate dai butteri: pressoché priva di arcione, è infatti costruita intorno a un piccolo frontale di legno a semicerchio; per realizzarla è sufficiente poco pellame, mentre per il resto è fatta di tela imbottita di borra, cioè pelo. È una sella di grandi dimensioni, che aderisce interamente alla schiena del cavallo ed è particolarmente confortevole per il cavaliere. Caratteristica è la “cinghiatura”, che si effettua mediante un sottopancia privo di fibbie, che viene fermato passando e ripassando il laccio terminale di cuoio, detto squinzaglio, in appositi anelli. Ma con il generico termine di bardella si definiscono una molteplicità di versioni; il tipo di bardella detto toscanella, ad esempio, veniva prodotto a Tuscania e si distingueva dagli altri per la qualità dei materiali usati, per la lavorazione accurata e per talune ricercatezze nei particolari che la rendevano assai ambita dai cavalcanti nonostante fosse più costosa delle altre.

La biedana, originaria di Blera, era al contrario la più essenziale delle bardelle e veniva utilizzata anche come basto; realizzata totalmente in tela e paglia, quasi completamente senza cuoio, era spesso integrata da grandi bisacce, sempre di tela, chiamate verta.

La bardella oggi più diffusa è la tolfetana, che è anche la versione più recente di questo tipo di sella, creata tra il 1933 e il 1935 da Giuseppe Bartolozzi di Tolfa. Si differenzia dalla toscanella, che era più raccolta ed elegante, per la forma tozza della parte anteriore, per la sagoma e la decorazione dei cuscini e per le staffe che nella tolfetana sono di grandi dimensioni.

A Tolfa veniva prodotta anche la orvietana o viterbese, oggi in disuso, che si differenziava dalla tolfetana per la particolare forma del frontale, nel cui interno era realizzata una tasca segreta, detta “tasca del fattore”, molto utile in tempi di briganti.

La bardella da doma è chiamata in Toscana bardellone o domatrice, sella alla buttera nel comprensorio di Tuscania e bardella maremmana sui monti della Tolfa. Nasce come sella da prima doma ed ha perciò caratteristiche estetiche essenziali nonostante le grandi dimensioni; è una sella strettamente personale poiché, grazie alla particolare qualità dei materiali impiegati ed alla lavorazione, si sagoma perfettamente su colui che, come si dice in gergo, la doma, consentendo un’inforcatura eccezionalmente stabile. Più di ogni altra sella del suo genere, il bardellone rivela la sua discendenza dal basto campagnolo. Nel corso della sua esistenza ha mantenuto caratteristiche abbastanza stabili, le differenze riguardano per lo più le dimensioni, per il resto tutte hanno in comune il pellame, ossia il montoncino, ed i finimenti di particolare consistenza. Oggi la bardella nella maremma toscana è stata quasi completamente scalzata dalla scafarda, mentre è tuttora molto usata nel viterbese e nella provincia di Roma.

La sella alla buttera, conosciuta dagli addetti ai lavori come sella col pallino in Toscana e come fiorentina nel Lazio, è stata utilizzata a lungo nella maremma livornese e in quella grossetana.

Testo tratto da www.anamcavallomaremmano.com

Inizio commento

Mi è arrivato un bellissimo commento da un mio caro Amico, che ha risposto alla mia chat a seguito della campagna WhatsApp, lo pubblico in forma anonima con la sua autorizzazione.
Il mio babbo, che da giovane aveva frequentato la Maremma come dipendente degli Avanzati (guidava un camion Bianchi BL 1) e, in tempo di raccolta del grano, faceva la spola tra Siena e Montenero, usava dire, quando era affaticato e sudato, “ho fatto una bardella”.
Questa doveva essere un’espressione in uso in Maremma negli anni 20/30 del secolo scorso che forse faceva riferimento alla mole e al peso di quel tipo di sella.
Ho trovato la definizione amiatina di “Bardella”.
BARDELLA: grande sudata per fatica o febbre alta (stanotte avivo ‘na febbre da cavallu; ho fatto na bardella, si strizzevano e lenzoli) = (questa notte avevo la febbre altissima; ho fatto una sudata da strizzare le lenzuola).

Fonte: www.amiatainvetrina.com/dialetti-amiatini
Bisogna scorrere fino alla lettera “B” e purtroppo il testo si legge male perché è bianco, consiglio di cercare Bardella.

 

 

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Galleria fotografica di Canino 2021.

Nel cuore della Maremma laziale, per sottolineare il legame culturale con due ben precisi territori.
E per il 2021 quindi tocca a Canino accogliere cavalli e allevatori, amici e appassionati del vasto mondo legato alla tradizione della monta da lavoro italiana.
Ragione prima della Mostra è ovviamente l’evento tecnico. Dai puledri del 2020 in avanti, suddivisi nelle varie categorie i giovani cavalli  e le fattrici  con l’onore di quella ‘M’ davanti al nome si sottoporranno alla valutazione di giudici ed esperti.
E a soddisfare gli occhi e la curiosità degli appassionati c’è anche la Vetrina degli Stalloni.
I signori della razza, che con la loro potente bellezza sono un piacere per chi li ammira e osserva anche senza finalità allevatoriali.
Ma oltre a questo a Canino c’è di più. E davvero il presidente della rassegna viterbese, Sergio Marcoaldi,  che l’ha presa in carico dal 2013 è riuscito a darle una impronta del tutto caratteristica.
Perché l’anima della Mostra di Canino è fatta di tranquillità, e lo spirito che le riconosce chi la frequenta è quello dell’amicizia, della familiarità.
Un appuntamento dove sai di respirare aria positiva.
E con una vera miriade di piccoli eventi dentro l’Evento che, con questo taglio particolare, vogliono far brillare tutte le sfaccettature di un mondo prezioso e ricco: quello della tradizione maremmana e dei butteri.
Da qui vere e proprie chicche, come la Gara di eleganza tipica Maremmana.
Che ha un regolamento  interessantissimo da leggere anche soltanto per cultura generale, ad esempio: lo sapevate che sono almeno 8 i tipi di sella utilizzati dai butteri?
E ognuna prevede testiere, accessori e imboccature particolari.
E a proposito di cultura, sarà proprio alla Mostra di Canino che verrà proiettato per la prima volta un documentario dedicato alle due anime della monta da lavoro tradizionale italiana.
Si chiama ‘Prospettive di Maremma‘, è stato voluto e pensato da Biagio Prugnoli e Fabrizio Mecocci e girato da un noto documentarista olandese, Thomas Overal.
Con la indispensabile e preziosa collaborazione del Circolo La Bardella Maremmana di Marta e dei butteri della Fattoria di Pomonte, il documentario nasce proprio per raccontare le differenze esistenti all’interno di questo mondo.
Perché le differenze sono una ricchezza, diverse espressioni di un unico e prezioso patrimonio: e la Maremma ne è ricca davvero.

©2021 Maria Cristina Magri www.cavallomagazine.it

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Canino: sabato 25 settembre 2021.

SABATO 25 SETTEMBRE

Ore 9.00
Inizio mostra e valutazione dei cavalli maremmani A.N.A.M. partecipanti alla gara di morfologia, con presentazione al pubblico ed ai giudici dei soggetti in selezione provenienti dai migliori allevamenti italiani, lavori della giuria degli esperti di razza che assegneranno punteggi e decreteranno le classifiche di Mostra e Tappa di Campionato. Gli stessi cavalli verranno giudicati della giuria popolare per l’assegnazione del premio “La Qualità nella Tradizione” intitolato a “Mario Morano”

Ore 10.30
Giancarlo Cerofolini e Marco Mariotti presentano “IL CAVALLO MAREMMANO AL LAVORO CON IL BESTIAME”. (Durante la giornata verranno proposte dimostrazioni del lavoro a cavallo e con il bestiame maremmano in un area dedicata)

Ore 11.30
STAGE – CORSO DI FORMAZIONE : “La gestione razionale e conduzione dello stallone nella monta a mano” a cura di ENRICO TRIFOGLI, conosciuto nel mondo equestre come “Merendina”, fantino di corse in piano e successivamente stalloniere in scuderie di livello internazionale. (Iscrizione gratuita dei partecipanti con rilascio attestato ricordo di partecipazione)

Ore 15.00
Incontro tra istituzioni ed allevatori – CONVEGNO “IL CAVALLO MAREMMANO RISORSA GENETICA TESTIMONE DI STORIA, BIODIVERSITÀ, CULTURA E QUALITÀ DEL TERRITORIO” – PROGETTO EQUINBIO.2 – PSRN – Sottomisura 10.2 – Biodiversità 2014-2020 FEASR

Ore 16.30
Presentazione stalloni maremmani in attività

Ore 17.30
“Tiro dell’Arco a Cavallo” – Il presidente della G.E.A.N. Salvatore Summa, presenterà e spiegherà al pubblico la disciplina del Tiro con l’Arco a Cavallo, seguirà dimostrazione pratica del campione italiano Stefano Summa, che si cimenterà in sella ad un cavallo maremmano

Ore 18.00
Spettacolo equestre “Carosello Maremmano” presentato da Nico Belloni con tanti ospiti, con i gruppi di butteri della Maremma e la partecipazione di artisti equestri che operano, addestrano e lavorano con i cavalli maremmani

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Canino (VT) 24-25-26 settembre 2021.

XLI MOSTRA NAZIONALE DEI RIPRODUTTORI ISCRITTI AL LIBRO GENEALOGICO
DELLA SPECIE EQUINA DI RAZZA MAREMMANA
II TAPPA DEL CAMPIONATO NAZIONALE DI MORFOLOGIA ANAM
PRE-SELEZIONE PULEDRI DI DUE ANNI PER L’APPROVAZIONE COME STALLONI
XIX MOSTRA – RASSEGNA REGIONALE DEL CAVALLO MAREMMANO E DERIVATO
CANINO (VT) 24-25-26 SETTEMBRE 2021

VENERDÌ 24 SETTEMBRE
Ore 08.00-20.00
Arrivo e sistemazione cavalli
Ore 11.00-14.00
Pre-testaggio puledri di 2 anni – lavori delle giurie e dei veterinari

SABATO 25 SETTEMBRE
Ore 9.00
Inizio mostra e valutazione dei cavalli maremmani A.N.A.M. partecipanti alla gara di morfologia, con presentazione al pubblico ed ai giudici dei soggetti in selezione provenienti dai migliori allevamenti italiani, lavori della giuria degli esperti di razza che assegneranno punteggi e decreteranno le classifiche di Mostra e Tappa di Campionato. Gli stessi cavalli verranno giudicati della giuria popolare per l’assegnazione del premio “La Qualità nella Tradizione” intitolato a “Mario Morano”
Ore 10.30
Giancarlo Cerofolini e Marco Mariotti presentano “IL CAVALLO MAREMMANO AL LAVORO CON IL BESTIAME”. (Durante la giornata verranno proposte dimostrazioni del lavoro a cavallo e con il bestiame maremmano in un area dedicata)
Ore 11.30
STAGE – CORSO DI FORMAZIONE : “La gestione razionale e conduzione dello stallone nella monta a mano” a cura di ENRICO TRIFOGLI, conosciuto nel mondo equestre come “Merendina”, fantino di corse in piano e successivamente stalloniere in scuderie di livello internazionale. (Iscrizione gratuita dei partecipanti con rilascio attestato ricordo di partecipazione)
Ore 15.00
Incontro tra istituzioni ed allevatori – CONVEGNO “IL CAVALLO MAREMMANO RISORSA GENETICA TESTIMONE DI STORIA, BIODIVERSITÀ, CULTURA E QUALITÀ DEL TERRITORIO” – PROGETTO EQUINBIO.2 – PSRN – Sottomisura 10.2 – Biodiversità 2014-2020 FEASR
Ore 16.30
Presentazione Stalloni Maremmani in attività
Ore 17.30
“Tiro dell’Arco a Cavallo” – Il presidente della G.E.A.N. Salvatore Summa, presenterà e spiegherà al pubblico la disciplina del Tiro con l’Arco a Cavallo, seguirà dimostrazione pratica del campione italiano Stefano Summa, che si cimenterà in sella ad un cavallo maremmano
Ore 18.00
Spettacolo equestre “Carosello Maremmano” presentato da Nico Belloni con tanti ospiti, con i gruppi di butteri della Maremma e la partecipazione di artisti equestri che operano, addestrano e lavorano con i cavalli maremmani

DOMENICA 26 SETTEMBRE
Ore 9.30
“Eleganza Maremmana” gara con presentazione ai giudici dei binomi montati in abbigliamento e bardatura maremmana e premiazione del miglior binomio
Ore 10.30
Giancarlo Cerofolini e Marco Mariotti presentano “IL CAVALLO MAREMMANO AL LAVORO CON IL BESTIAME”. (Durante la giornata verranno proposte dimostrazioni del lavoro a cavallo e con il bestiame maremmano in un area dedicata)
Ore 10.30
Dimostrazione di abilità e addestramento in monta maremmana – aperta esclusivamente a cavalli iscritti al libro genealogico del cavallo maremmano (A.N.A.M.) (Regolamento e premi su sito A.N.A.M o pagina Facebook – Mostra Cavallo Maremmano Canino)
Ore 12.00
Presentazione Stalloni Maremmani in attività
Ore 15.00
Premiazione primi classificati nelle rassegne morfologiche, con presentazione e sfilata dei soggetti primi classificati alla gara di morfologia A.N.A.M. e Assegnazione Premio Allevatoriale intitolato a Mario Morano “La Qualità nella Tradizione”
Ore 17.30
“Tiro dell’Arco a Cavallo” – Il presidente della G.E.A.N. Salvatore Summa, presenterà e spiegherà al pubblico la disciplina del Tiro con l’Arco a Cavallo, seguirà dimostrazione pratica del campione italiano Stefano Summa, che si cimenterà in sella ad un cavallo maremmano
Ore 18.00
Spettacolo equestre “Carosello Maremmano” presentato da Nico Belloni con tanti ospiti, con i gruppi di butteri della Maremma e la partecipazione di artisti equestri che operano, addestrano e lavorano con i cavalli maremmani

 

 

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A cavallo nel Parco Regionale della Maremma e negli stradoni di Alberese.

Il 4 settembre sono andato in passeggiata di 2 ore e mezzo al Parco Regionale della Maremma ad Alberese.

La nostra guida è stata Margherita Barco ed ho mo montato il cavallo maremmano Lupo sellato con una Scafarda.

Siamo partiti e tornati all’agriturismo Il Gelsomino, passando per sentieri con sassi e campi dove era stato tagliato e raccolto il fieno, abbiamo visto da vicino mucche maremmane e da lontano fattrici sempre maremmane al pascolo.

Nella cartografia della zona compresa tra il Parco dell’Uccellina e i confini meridionali della Toscana sono elencate le principali torri costiere con l’esclusione di quelle ormai dirute.

Nel XV secolo la minaccia sempre crescente della potenza turca fu una delle maggiori preoccupazioni per i sovrani occidentali in quanto la pirateria faceva parte della politica marinara di queste popolazioni. I pirati infatti avevano l’obbligo di dividere il bottino con il loro governo, pertanto questa attività rappresentava per esso uno dei maggiori cespiti di guadagno; inoltre, va considerato che i pirati non si limitavano ad assalire le navi, ma facevano anche scorrerie e razzie sulla terraferma. Queste incursioni durarono, anche se con minore intensità, fino a tutto il XVIII secolo.

Il principio difensivo più valido, adottato fin dall’epoca romana, continuava a essere quello delle torri di avvistamento, ma, durante la dominazione senese, in questa zona ne erano state costruite ben poche. In territorio spagnolo le prime iniziative di protezione dalla pirateria furono promosse fin dai tempi della guerra fra Carlo V e Francesco I.

Nel Comune di Grosseto, vicino alla foce dell’Ombrone, troviamo la torre della Trappola e il Ridotto di Bocca d’Ombrone e scendendo verso sud, nella zona montuosa, le torri di Castelmarino, Collelungo e S. Rabano che fa parte del complesso monastico.

Ci sono molte altre torri in più Comuni del grossetano.

Tratto da: https://parco-maremma.it/conosci-il-parco/la-storia/torri/

 

 

 

Il 9 settembre sono andato con Margherita Barco per 1 ora a fare una passeggiata negli stradoni, che passano al margine dei campi dove è stato raccolto il fieno.
Ho montato ancora Lupo con la Scafarda.

Al ritorno Margherita ha portato fuori sempre per un’ora una ragazzina.

I cavalli dell’agriturismo “Il Gelsomino” sono veramente molto tranquilli, adatti a tutti.

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