Creative Photo Awards 2022: annunciati i vincitori!

Lo scatto The False Illusion firmato dal fotografo portoghese André Boto si aggiudica il titolo di vincitore assoluto dell’edizione 2022 del Creative Photo Awards, il concorso dedicato alla fotografia artistica e creativa del Siena Awards, festival internazionale delle arti visive.

L’immagine che arriva da Montijo, in Portogallo, accende i riflettori sull’inquinamento, un problema che sebbene riguardi tutti, troppo spesso viene sottovalutato.

La foto, selezionata fra decine di migliaia di immagini inviate da fotografi di 128 paesi, sarà in mostra assieme alle foto vincitrici delle 17 categorie dell’edizione 2022, in occasione del Siena Awards Festival che si terrà nella città toscana dal 1° ottobre al 20 novembre.

La manifestazione fotografica proporrà anche gli scatti vincitori del SIPA (Siena International Photo Awards), del Drone Photo Awards, nonchè le mostre personali di Danish Siddiqui (fotografo indiano ucciso il 16 luglio 2021 mentre documentava i combattimenti tra le truppe afghane e i talebani), di Ami Vitale, Dan Winters e Peter Mather.

Ci auguriamo che tu possa approfittare di questa occasione speciale per visitare una delle più belle destinazioni del mondo e partecipare agli eventi del Festival Siena Awards, nel corso dei quali avrai anche l’opportunità di incontrare fotografi di fama internazionale provenienti da tutto il mondo.

 

Comunicazione esito votazione

Gentile Giuseppe,

abbiamo il piacere di comunicarti che il tuo nominativo è rientrato tra quelli dei partecipanti ammessi all’ultima fase del concorso Creative Photo Awards.

Accedi al tuo account al fine di verificare l’esito della votazione e caricare i file HD (non quelli RAW) delle immagini selezionate dalla giuria dopo aver inserito gli Exif data.
Dovresti caricare i file entro le 23.55 (CET) del 18 maggio 2022.

Tuttavia, ti chiediamo di non comunicare l’esito della votazione sui social media e sul web così da garantire che la valutazione da parte dei giurati avvenga in forma anonima!

Maria Panniati
Organising Committee
SIENA AWARDS
maria@sienawards.com

Ho partecipato con questa immagine nella categoria SPERIMENTALE

 

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Una Carl Zeiss Jena Anastigmat ed una Reygondaud Paris.

Ho acquistato una “Carl Zeiss Jena Anastigmat 1:9, F 317 mm.” con il soffietto.

Il venditore precisa:

Ho avuto la possibilità di acquistarlo da un museo provinciale privato in Austria, che è stato sciolto di recente. Il Museo è stato fondato da un appassionato di fotografia, che ha istituito una notevole collezione. Dimensioni approssimative 22X26X34 cm.“.

Ho pensato di fare di due macchine una sola, è un lavoro di precisione, che richiede molta attenzione.
La standarta posteriore ed il fissaggio della piastra dell’ottica del banco ottico che ho già comprato sono difettosi, così come il particolare otturatore posto dietro all’ottica, questo è il problema maggiore.

Sono in vendita due macchine fotografiche, 13X18 cm., entrambe senza soffietto, né accessori, tra cui una Reygondaud Paris in buone condizioni.

Il venditore si racconta:

Pierre Delaunay, fotografo professionista a Ruffec per 40 anni, la città dove è nato nel 1962, come Obelix cadde giovanissimo nella pozione chiamata “rivelatore” (genitori fotografi). Umanista e fotografo sociale, attraverso la sua sensibilità traduce nelle sue immagini l’emozione che emerge dai personaggi. Più volte premiato come ritrattista, espone le sue opere in Francia e anche all’estero. Formatore, giudice e conferenziere internazionale, è uno dei fondatori/organizzatori del festival di fotoreportage Barrobjectif (16). Nel 2003 ha ricevuto un QEP (Qualified European Photographer) in Matrimonio e nel 2005 è diventato il primo MQEP francese (Master Qualified European Photographer). È stato a Bruxelles nel giugno 2012, gli è stato assegnato il suo secondo MQEP e un terzo in Derby in Inghilterra nel giugno 2015“.

 

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Negativo colore dello Still life con bottiglia e bicchieri blu.

Il 26 aprile ho pubblicato un articolo del blog, condiviso sui social, intitolato “Still life bicchieri e bottiglia blu”.

Lo avevo preparato in anticipo, infatti avevo portato a sviluppare soltanto i rulli a colori e B&N il 21 aprile.

Ieri, 10 maggio, ho ritirato gli sviluppi, oggi ho messo le pellicole nello scanner Epson Perfection V700 Photo e vi mostro i risultati.

 

Questa prima immagine l’ho realizzata con l’Horizont, una fotocamera russa che copre i 180°.

questa prima immagine l’ho realizzata con l’Horizont, una fotocamera russa che copre i 180°

 

La seconda immagine l’ho scattata con la Mammina RZ67 Professional, una fotocamera che è stata in progettazione per 12 anni.

la seconda immagine l’ho scattata con la Mammina RZ67 Professional, una fotocamera che è stata in progettazione per 12 anni

 

In questo caso avevo posizionato davanti ai soggetti un cartoncino con quattro colori, nero, due grigi ed un bianco.

L’immagine non rispecchia il giusto colore, soprattutto perché non è calibrata.

Il cartoncino serve per sviluppare i fotogrammi di formato RAW in camera bianca (si chiamano NEF quelli proprietari di Nikon) e per calibrarli con un click di mouse.

 

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Sondaggio per l’Atelier.

Andando da Gabriele Fanetti della Foto Moderna, ho visto che al civico 47 alla destra dello Studio Donati c’è un fondo di 15 mq. in affitto con due bacheche.
Mi presento brevemente, sono Giuseppe Ponticelli, abito e lavoro in via Fiorentina 54/56 a Siena.
Al civico 56 ho il mio studio, la G.P. Comunicazione.
Al civico 54, stesso fabbricato, ho la sala di posa per Still life al piano semi interrato -1S.
Sono nato come fotografo artistico nel 1985 pubblicando la prima mostra e come fotografo soprattutto di Still life, ma anche di moda, nel 1986, come primo assistente di studio del Fotografo Emilio Fabio Simion a Milano, specializzato in food editoriale.
Nel 1988 rientrai a Siena e fondai la Still Life S.r.l.
Dopo altri ruoli, nel 2002 ho fondato la G.P. Comunicazione ed ho esposto la mia seconda mostra artistica.
Oggi la G.P. Comunicazione è soprattutto una Web Agency, offriamo anche grafica pubblicitaria online ed offline, SEO per l’ottimizzazione dei siti internet, ho due collaboratori, un consulente informatico ed un grafico.
Purtroppo non ho più richieste di fotografia, con l’avvento del digitale sono diventati tutti fotografi, non avendo più costi di produzione, scattando molto una foto decente viene fuori!
Non faccio servizi di matrimonio, né foto per il Palio, né servizi a privati.
Mi piacerebbe aprire un atelier accanto allo Studio Donati.
L’insegna: Atelier di Giuseppe Ponticelli.
Nei 15 mq.: un tavolo, un computer iMac 27″, quadri alle pareti con miei lavori
Nelle due bacheche, a sinistra un manifesto della G.P. Comunicazione, a destra degli Still life.
L’atelier sarebbe per me strumentale:
•   avere una vetrina in centro;
•   in via Fiorentina sono nel retro del fabbricato;
•   ricevere potenziali clienti da portare in studio, alla G.P. Comunicazione ed in sala di posa;
•   passerei tutti i lavori di cui non mi occupo allo Studio Donati;
•   lui potrebbe fare altrettanto;
•   saremo un polo completo, la G.P. Comunicazione, lo Studio Donati e la Foto Moderna a pochi metri.
In via di Camollia nella Sovrana Contrada dell’Istrice, sono un Protettore che sostiene economicamente la Contrada, ci sono vari fondi in affitto oppure in vendita.
Il discorso è lo stesso e non mi dilungo ulteriormente.

Fotografia di Still life.
Fotografia di moda.
Fotografia artistica.
Foto di famiglia e di maternità.

Mi consigliare di aprire l’<<Atelier di Giuseppe Ponticelli>> nel centro?
• in via dei Termini a Siena?
• in via di Camollia a Siena?

Vota il sondaggio su LinkedIn:

 

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Inediti di “Geometrie a Confronto”.

In questo studio presento degli inediti di “Geometrie a Confronto”.

La modella Delia Scala, una mia amica ai tempi dell’Università a Pisa, posò per la mia prima mostra fotografica del 1985.

La prima immagine, il particolare di San Giorgio a Siena è colorato a mano.

La seconda è ottenuta con un sandwich di pellicole nell’ingranditore, è una delle due immagini del manifesto.

Anche la terza immagine è colorata a mano.

La quarta presenta un intervento a china intorno al volto.

Anche la quinta immagine presenta un intervento a carboncino e china, con un braccio marmoreo.

La sesta è totalmente un inedito, non fu mai usata, è diversa per i vestiti e la parrucca.

La settima immagine presenta i definitivi di “Geometrie a confronto”, una mostra alla quale tengo molto, realizzata totalmente con il metodo delle maschere e presentata da Roberto Barzanti nel Chiostro di San Cristoforo a Siena.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Still life bicchieri e bottiglia blu.

Il video mostra la mia sala di posa dove allestisco uno Still life, con la Mamiya RZ 67 Professional e la Fuji Istantanea.

Lo Still life, letterariamente “natura morta”, deriva dai pittori fiamminghi, che componevano i loro Still life su un tavolo posto in un torrione con un’alta finestra, che ha dato il nome ai primi softbox, cioè “luce finestra”.

I primi flash della storia moderna furono realizzati modificando il riflettore obiettivo ad infrarosso di un Leopard I.

Luce flash ed infrarosso.

 

 

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Still life di frutta.

Ho fatto uno Still life in sala di posa di frutta, noci e con un bicchiere particolare, decorato in oro con un sottofondo verde, ho usato una fotocamera Bencini Koroll II.

Bencini Koroll II

Macchina fotografica anni ’60made in Italy” dalla Milanese Bencini (CMF) in alluminio pressofuso.
La fotocamera è una medio “mezzo” formato 30x45mm su pellicola 120 che permette di arrivare a scattare 24 fotografie.
Sul retro della fotocamera sono presenti due finestrelle contapose, quando si usa, bisogna far comparire il numero nella prima finestrella, scattare e far avanzare la pellicola fino a quando il numero che era presente a sinistra compare nella finestrella di destra e così via.

 

Anno di Produzione 196_
Formato 30x45mm su pellicola 120 con 24 fotogrammi
Obiettivo Bencini acromatico 55mm f/8
Messa a Fuoco Manuale 1,2m-inf
Otturatore Bencini meccanico a ghigliottina B-1/50-1/100
Esposizione Manuale
Mirino Galileano

 

Ecco la documentazione del lavoro fatto sul set fotografico

 

Questi i risultati

Sono sempre alla ricerca di aberrazioni ottiche da elaborare in post produzione.

sono sempre alla ricerca di aberrazioni ottiche da elaborare in post produzione, in questo caso con pennelli ed Ecoline

 

Da un punto di vista fotografico, il seguente è uno scarso risultato.

È il limite di una macchina d’epoca.

Still life di frutta con bicchiere decorato

stampa in B%N dello Still life di frutta con bicchiere decorato

Piazza della Posta a Siena

Piazza della Posta a Siena

 

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Sviluppo e stampa rullo con fotogrammi 6X6.

Prima di tutto ho eseguito degli Still life in sala di posa con alcune varianti usando una pellicola Ilford Delta 400 Professional Black and White, che ha la particolarità di compensare, cioè consente variazioni sbagliate dell’esposizione.

ho usato una fotocamera Ferrania Euro con fotogrammi 6X6, che però ha soli 2 diaframmi.

Luce mista a fluorescenza con 2 bank quadrati sotto alla lastra del tavolo da Still life con appoggiate sopra 2 gelatine, azzurra ed arancione, un bank verticale a sinistra a doppia accensione ed 1 ottagonale con più accensioni e la finestra superiore aperta per evitare il riscaldamento eccessivo, più 2 pannelli led, uno più grande a sinistra e l’altro a destra più piccolo per il controluce in modo da disegnare i contorni.

 

prima di tutto ho eseguito degli Still life in sala di posa con alcune varianti usando una pellicola Ilford Delta 400 Professional Black and White

 

Dopo sono salito in ufficio, ho chiuso la porta grande a 4 ante ed ho allestito la camera oscura per lo sviluppo del rullo con fotogrammi 6X6 appena utilizzato in sala di posa.

 

ho allestito la camera oscura per lo sviluppo del rullo 120 appena utilizzato in sala di posa

 

Nella vera e propria camera oscura, ho chiuso la porta interna e nel totale buio ho inserito la pellicola nella spirale, girando in senso inverso le due parti e procedendo con questo movimento, ho separato la pellicola dalla carta del rullo.

Terminato l’inserimento, ho tagliato sempre al buio la pellicola ed ho gettato a terra il rullo e la carta.

Ho inserito la spirale nella tank, l’ho chiusa, inserito il tubichino per ruotare la spirale ed ho messo il tappo.

Riaccesa la luce ed aperta la porta, sono passato all’antibagno, dove avevo allestito il tavolo bianco posizionato sopra 2 caprette.

 

sono passato all’antibagno, dove avevo allestito il tavolo bianco posizionato sopra 2 caprette

 

Ho disposto sul tavolo la tank chiusa, il termometro, gli acidi, il misurino ed una brocca graduata.

Una volta che la pellicola è nella tank, si può lavorare alla luce normalmente.

Ho sviluppato il film rispettando la temperatura di 20° C, i tempi in base alla tabella degli acidi usati, risciacquando tra un bagno e l’altro.

Ho messo la pellicola, che ho tolto dalla spirale, nel bagno dell’ufficio attaccandola ad un appendi abiti richiudibile, sul quale ho posizionato in uno dei ganci un apposito accessorio, che si attacca alla pellicola nella parte alta.

All’atra estremità della pellicola ho agganciato un accessorio identico, questi due supporti hanno incorporato un peso, in modo che la pellicola stia perfettamente stesa.

 

all’atra estremità della pellicola ho agganciato un accessorio identico, questi due supporti hanno incorporato un peso, in modo che la pellicola stia perfettamente stesa

 

Ho lasciato asciugare il film fotografico per tutta la notte, la mattina dopo l’ho tagliata a misura e riposta in particolari fogli per un raccoglitore ad anelli e sacche di carta velina semi trasparente che contengono ognuno uno spezzone di pellicola, un foglio conserva un intero rullo con fotogrammi 6X6 e fogli analoghi con tasche più basse in altezza rullini 35 mm.

La procedura è identica per lo sviluppo e stampa rullini.

 

ho tagliato a misura la pellicola e riposta in particolari fogli per un raccoglitore ad anelli e sacche di carta velina semi trasparente che contengono ognuno uno spezzone di pellicola

 

Ho scelto il fotogramma esposto correttamente usando un visore portatile, comodo a valigetta.

 

ho scelto il fotogramma esposto correttamente usando un visore portatile, comodo a valigetta

 

Ho messo lo spezzone di film nell’ingranditore, che tengo in camera oscura, ho messo a fuoco l’immagine su un foglio bianco, ha spento la luce, chiuso la porta ed accesa la luce gialla.

Avevo già preparato gli acidi diluiti e con un orologio fluorescente con sveglia di fine del tempo, ho sviluppato la pellicola a 20° C, per i tempi previsti dalle confezioni e dalla tabella dettagliata che è all’interno del parallelepipedo di carta che conteneva il rullo con fotogrammi 6X6 confezionato con un supporto argentato.

Nell’antibagno si lavora con luce rossa, sono lampadine particolari da camera oscura.

 

avevo già preparato gli acidi diluiti e con un orologio fluorescente con sveglia di fine del tempo, ho sviluppato la pellicola a 20° C

 

Ho chiuso la porta della camera oscura e spenta la luce, tirato fuori dalla busta nera un foglio di carta fotografica Ilford Multigrade IV RC De Luxe lucida, ho posizionato la carta sotto l’ingranditore, avevo chiuso un po’ il diaframma ed inserito uo dei filtri Multigrade, che vanno da 1 a 7, servono per decidere, il base al negativo, se è meglio una stampa morbida, normale oppure contrastata.

Deciso l’esposizione della carta, si va ad occhio con l’esperienza, sono passato all’antibagno ed in luce rossa ho sviluppato la carta, dopo ho fatto un bagno di arresto con l’acido acetico e per finire il fissaggio, sempre a 20° C rispettando i tempi previsti.

 

in luce rossa ho sviluppato la carta, dopo ho fatto un bagno di arresto con l’acido acetico e per finire il fissaggio, sempre a 20° C rispettando i tempi previsti

 

Ho inserito la stampa nella lavatrice autocostruita, una vasca cilindrica con 3 ruote posta sul piano del lavandino, sotto arriva l’acqua tramite un tubo rosso collegato al rubinetto, sopra esce l’acqua dal troppopieno che scarica con un tubo giallo l’acqua nel lavandino.

Quindi ho tolto la stampa dalla lavatrice e l’ho messa ad asciugare in bagno appesa con mollette a stampelle di metallo colorate appese al porta abiti.

 

ho tolto la stampa dalla lavatrice e l’ho messa ad asciugare in bagno appesa con mollette a stampelle di metallo colorate appese al porta abiti

 

Il giorno dopo le stampe erano asciutte e le ho riposte in attesa di colorarle con pennelli, 1 fine per i contorni ed uno un po’ più largo per mettere il colore su alcune zone della stampa.

I colori sono all’acqua, sono ecoline ed ho anche dei pennarelli particolari, per i contorni oppure per bagnare la stampa e passarci con i pennelli bagnati nei pennarelli stessi.

Sono tante le cose da tenere presenti.

 

 

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Still life in B&N.

Con la Nikon F, senza numero dopo la lettera “F”, la prima della serie, ho realizzato questi Still life in B&N

Corpo macchina Nikon F, pellicole sviluppate in camera oscura, tank Paterson e conta secondi con quadrante fluorescente e suoneria di fine tempo.

corpo macchina Nikon F, pellicole sviluppate in camera oscura, tank Paterson e conta secondi con quadrante fluorescente e suoneria di fine tempo

 

Ho usato una pellicola negativa Ilford FP4 Plus Black & White da 36 pose di ISO 125.

Ho fatto gli scatti in sala di posa al piano seminterrato.

Illuminazione:

– dietro al tavolo di Still life, in basso 2 bank fotografici quadrati affiancati su stativi da me progettati, molto bassi, con 1 lampada a fluorescenza ciascuno;
– al lato sinistro un bank rettangolare in verticale sempre a basso consumo con 2 accensioni;
– sopra su una giraffa un bank ottagonale con molte accensioni;
– a sinistra ed a destra due luci a led, da un lato più forte, messi di tre quarti in controluce per i contorni.

La luce aveva una temperatura colore mista di circa 5.000 gradi Kelvin.

Il giorno dopo ho sviluppato la pellicola in B&N nella camera oscura che allestisco nella zona dell’antibagno dell’ufficio.

Ho un piccolo ripostiglio dove ho l’ingranditore, c’è un mobile bianco dove tengo tutta l’attrezzatura di sviluppo e stampa, il piccolo spazio è a perfetta tenuta di luce, perché la pellicola si inserisce nella tank Paterson in assoluto buio.

Nell’antibagno chiudo la porta a 4 ante che comunica con la zona computer ed ottengo uno spazio sufficiente per sviluppare e stampare.

Accanto alla instattazione fotografica di “Aqua”, la mia seconda mostra fotografica, posiziono 2 caprette di legno sulle quali appoggio un piano di laminato bianco, tengo caprette e piano in bagno dietro la posta quando non li uso.

Una volta messa la pellicola nella spirale della tank al buio totale, si inserisce la spirale stessa, con la pellicola avvolta, nella tank dopo aver bloccato il tubo di inserimento con un anello, si avvita la tank e si mette il tappo, a questo punto si accende la luce e mi sono spostato dal ripostiglio all’antibagno.

Sul piano la tank chiusa, lo sviluppo, il fissaggio e l’imbibente preparato con un misurino con acidi diluiti in acqua, si sviluppa a 20° C / 68° F.

Sviluppo Ilfosol 3, diluito 1+9, 30 ml. in tank Paterson per pellicole 35 mm., con fotogrammi 24X36, tempo di immersine con rotazione della spirale, tramite un apposito tubichino, 4 minuti e 15 secondi.

Fissaggio Rapid Fixer, diluito 1+5 oppure 1+4, 50 ml. sempre nella stessa tank, tempo di immersione con la solita rotazione da 2 minuti a 5 minuti.

Imbibente, che serve per limitare la comparsa di gocce di calcare sulla pellicola quando si asciuga, 3 ml. per 1 litro, diluito con 350 ml. di questo sapone per acque particolarmente dure, come ci sono a Siena.

A questo punto ho messo la pellicola ad asciugare in bagno, appesa con degli appositi ganci con 2 pesi, 1 per attaccarla nella parte alta ed 1 per tenerla stesa in basso.

In bagno ho infatti un appendi biancheria pieghevole attaccato alla parete, dove metto ad asciugate le pellicole e le stampe.

Dopo ha asciugato il piano, ho messo ad asciugare anche tutto sul piano del lavandino per poi riporre tutto nell’armadio.

Dopo che la pellicola si è asciugata, la taglio tra un fotogramma e l’altro ogni 6 immagini.

Metto la pellicola nel mio scanner Epson Perfection V700 Photo, semi professionale.

13 pellicole nel mio scanner Epson Perfection V700 Photo, semi professionale e 24 fotogrammi nei fogli di archivio

 

Inserisco in delle apposite slitte le strisce di fotogrammi, 24 per volta e le blocco con le sue chiusure.

Faccio le scansioni dei negativi e salvo le immagini in TIF per lavorarle più tardi.

Ripongo le strice di pellicola negli appositi fogli da archivio che ripongo in un album ad anelli.

Ripeto la procedura per gli antri 13 fotogrammi, la pellicola è a 36 pose, ma ci è entrato un altro fotogramma, il 37°.

Dopo ritocco i file con il profilo B&N, tramite soprattutto il timbro clone di Adobe Photoshop CC.

Questi sono i risultati, i miei Still life

Variante 1: immagine con un bicchiere da spumante ed un’altro da degustazione per vino rosso con dentro e sotto lapis colorati.

variante 1: immagine con un bicchiere da spumante ed un'altro da degustazione per vino rosso con dentro e sotto lapis colorati

Scatto definitivo, lo Still life migliore in assoluto.

scatto definitivo, lo Still life migliore in assoluto

Variante 2: bicchieri riempiti di colore naturale per cibi rosso con aqua girata un grande stecchino.

variante 2: bicchieri riempiti di colore naturale per cibi rosso con aqua girata un grande stecchino

Variante 3: immagine simile allo Still life definitivo.

variante 3: immagine simile allo Still life definitivo

 

Stampa del positivo invece del negativo: immagine di Giuseppe Ponticelli, indegnamente ispirato ai lavori di Daniele Sasson.

Un’immagine di Daniele Sasson.

 

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Foto ad “occhio di pesce”.

Il Fisheye è un particolare obiettivo fotografico o cinematografico grandangolare estremo che abbraccia un angolo di campo non minore di 180 gradi. Questo tipo di obiettivo ha la capacità di registrare l’intero emisfero di 180 gradi che si trova davanti alla macchina fotografica, proiettandolo come immagine circolare sul supporto sensibile (sensore o pellicola).

I nomi circolare e rettangolare derivano dal tipo di immagine che essi producono sul sensore (o sulla pellicola). Un obiettivo Fisheye circolare è uno che cattura una vista a 180 gradi in tutte le direzioni. Ciò si traduce in un’immagine circolare, con i bordi della cornice neri.

Un obiettivo fisheye rettangolare (o diagonale) cattura, invece, solo un campo visivo di 180 gradi lungo la sua diagonale. I lati orizzontali e verticali dell’immagine sono inferiori a 180 gradi (in genere circa 150 gradi orizzontali e 100 gradi verticali). Ciò si traduce in un’immagine normale rettangolare che subisce delle profonde deformazioni.

Lunghezza focale Fisheye

Le lunghezze focali dei Fisheye variano tra i 16 mm. e 6 mm. Solitamente capita che questo generi delle confusioni con gli obiettivi grandangolari. Infatti esistono anche obiettivi grandangolari inclusi in questo range di angolo di campo. Tuttavia, la distinzione sta nel fatto che le linee di deformazione negli obiettivi a “occhio di pesce” vengono curvate e non mantenute diritte come nei grandangolari.

Distorsione a barilotto

Gli obiettivi Fisheye soffrono di una “distorsione a barilotto” molto accentuata. Il soggetto al centro dell’inquadratura sembra sporgersi verso l’esterno e le linee rette si curvano selvaggiamente. Questo tipo di immagine è noto come immagine “curvilinea”.

Che tipo di profondità di campo

Poiché catturano un angolo così estremo, gli obiettivi Fisheye hanno una profondità di campo molto ampia. Ciò significa che i tuoi scatti appariranno nitidi in tutta la scena.

Nel nostro caso il campo visivo è di 180 gradi e l’obiettivo è montato su uno smartphone. Per questo motivo le foto non sono nitide in prossimità del bordo circolare, anche per la qualità inferiore dell’ottica aggiuntiva.

Fisheye su smartphone iPhone RX con perdita di fuoco a sinistra

Senza ottica aggiuntiva con grandangolo

 

 

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