Il ritratto, fotografia d’autore.

Il ritratto è un genere fotografico che ho sempre curato

Mi diverto in camera oscura a stampare in bianco & nero foto di ritratti con elaborazioni fotografiche o senza.

Il ritratto può essere a 3/4 all’americana, il mezzo busto oppure con il soggetto in primo piano.

In camera oscura stampo pellicole 35 mm. od in rullo per fotogrammi 6X6 con sandwich di retini in pellicola nell’ingranditore oppure con vetri lavorati a contatto con la carta fotografica.

Il ritratto può essere di una persona, di due persone oppure familiare

Per le vie di Parigi

Per le vie di Parigi

Mimo fuori del centro Pompidou di Parigi

Mimo fuori del centro Pompidou di Parigi

Ritratto di Ugo Tognazzi al centro Pompidou

Ritratto di Ugo Tognazzi al centro Pompidou

Foto di uomini di sport

Foto di uomini di sport

Elaborazione in camera oscura

Simonetta

Elaborazione in camera oscura: Simonetta

Federica

Elaborazione in camera oscura: Federica

Fiorella

Elaborazione in camera oscura: Fiorella

Il ritratto fotografico è un genere dove si incontrano una serie di iniziative artistiche, che ruotano intorno all’idea di mostrare le qualità fisiche e morali delle persone che compaiono nelle fotografie.

La sua pratica si trova già agli inizi della fotografia, che mette in evidenza il lavoro svolto dai fotografi di viaggio, dei fotografi commerciali degli studi parigini, le prime foto ritratto psicologico presentate dalla fotografia accademica, così come il lavoro documentario di David Octavius Hill.

I rappresentanti principali del ritratto fotografico al suo inizio sono Nadar, Disdéri, Julia Margaret Cameron, Lewis Carroll, Gustave Le Gray, Étienne Carjat, Antoine Samuel Adam-Salomon, Pierre Petit e Lady Clementina Hawarden.

In seguito il genere si è evoluto in parallelo con l’evoluzione della storia della fotografia, che è il motivo per cui, insieme a fotografi che si dedicano esclusivamente a quello che abbiamo potuto capire come il ritratto fotografico più ortodosso, troviamo fotografi assegnati a movimenti specifici che si avvicinano al ritratto fotografico con l’uso di idee e tecniche specifiche di queste correnti.

Figure di interesse nel campo del ritratto fotografico sono, tra gli altri, Richard Avedon, Brassaï, Walker Evans, August Sander.

Nel campo della ritrattistica fotografica durante il XIX secolo e l’inizio del XX secolo si è sviluppato un sottogenere noto come fotografia post mortem, che mette in evidenza il lavoro del fotografo spagnolo Fernando Navarro Ruiz. Era frequente che il fotografo venisse chiamato per ritrarre neonati o bambini defunti, come ricordo da conservare.

Famosissimi sono gli scatti di Anna Geddes, fotografa australiana che negli anni Novanta si è fatta conoscere per le sue fotografie di neonati dalle tinte pastello e dalle ambientazioni naturalistiche e fiabesche.

La sessione fotografica del servizio newborn si svolge nel periodo che va dai 5 ai 15 giorni di vita del neonato, perché in questo breve lasso di tempo il piccolo ha un sonno molto profondo ed è ancora flessibile. Tutto ciò permette al fotografo di posizionarlo in pose che altrimenti sarebbero impossibili da assumere.

Maestri indiscussi del panorama Newborn contemporaneo sono Kelly Brown, Ana Brandt, Paloma Schell e tante altre.

 

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È piacevole scendere in ufficio e salire di casa.

Una galleria fotografica insolita nelle scale di casa

Uno studio precedente a “Geometrie a confronto”, la mostra del 1985 al Chiostro di San Cristoforo a Siena.

Sono immagini in bianco & nero realizzate alla mensa universitaria di Pisa ed a Parigi, al Centro Pompidou.

.uno studio precedente a <<Geometrie a confronto>>, la mostra del 1985 al Chiostro di San Cristoforo a Siena

Immagini preparate prima delle definitive di “Geometrie a confronto”.

Due sono colorate a mano (la prima e la seconda da sinistra in basso) ed una ha un intervento “marmoreo” (quella in basso a destra).

immagini preparate prima delle definitive di <<Geometrie a confronto>>

Il manifesto della mostra, a sinistra in alto un articolo di giornale e sotto il dépliant di Daniele Sasson.

il manifesto della mostra, a sinistra in alto un articolo di giornale e sotto il dépliant di Daniele Sasson

Queste sono stampe antiche, quella in basso a destra è una riproduzione di un’altra molto grande, che non ci stava insieme alle altre.

queste sono stampe antiche

A destra il quadro di Santo Agostino.

a destra il quadro di Santo Agostino

Le quattro stampe insieme in cima alle scale.

quattro stampe insieme in cima alle scale

Un cavallo a dondolo che “cavalcava” mio padre da bambino e le prime stampe di “Geometrie a confronto” riprese in cima alle scale.

un cavallo a dondolo che “cavalcava” mio padre da bambino e le prime stampe di <<Geometrie a confronto>> riprese in cima alle scale

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Foto dello spazio.

Foto dello spazio profondo

La NASA (National Aeronautics and Space Administration) è l’agenzia governativa civile responsabile del programma spaziale degli Stati Uniti d’America e della ricerca aerospaziale.

Lo Space Transportation System (STS), comunemente noto come Space Shuttle Navetta Spaziale o Shuttle, è stato un sistema di lancio spaziale riutilizzabile della NASA, l’ente governativo statunitense responsabile dei programmi spaziali, adibito a missioni spaziali in orbita intorno alla Terra.

Lanciato in orbita per la prima volta il 12 aprile 1981, ha portato a termine la sua ultima missione il 21 luglio 2011.

Queste foto le ho scattate alla televisione

Navetta sulla torre di lancio.

navetta sulla torre di lancio

 

Lancio dello Space Transportation System.

lancio dello Space Transportation System

 

Vano interno della navetta in orbita.

vano interno della navetta in orbita

 

È il 3 gennaio del 1954 quando ha inizio il regolare servizio di televisione e la RAI appare sul piccolo schermo con il suo primo canale.

Alla fine del ’54 la televisione raggiunge il 58% della popolazione (nel 1961 raggiungerà il 97% degli italiani). Le trasmissioni radiofoniche, invece, sono diffuse ormai regolarmente dai primi anni ’20 con tre reti nazionali: il Primo, il Secondo e il Terzo Programma.

Nei primi dieci anni di vita gli abbonamenti crescono costantemente: dai 24.000 del ’54 a oltre 6 milioni nel 1965. In ogni casa e ritrovo pubblico si raccoglie tutto il vicinato per vedere la Tv.

La storia dello Space Shuttle ha inizio e si inserisce sul finire del contesto della guerra fredda con la celebre corsa allo spazio in decisa contrapposizione con l’altra grande superpotenza dell’epoca: l’Unione Sovietica.

In particolare con lo sviluppo, avvenuto a partire dai primi anni settanta, di un veicolo spaziale riutilizzabile, la NASA sperava di continuare i suoi progetti e programmi spaziali con una notevole riduzione dei costi di accesso allo spazio, ma la complessità del progetto, i problemi relativi alla sicurezza e i costi operativi di funzionamento (500 milioni di dollari per lancio) hanno progressivamente disatteso queste aspettative fino alla sua definitiva dismissione nel 2011.

L’intero sistema è stato ritirato dal servizio il 21 luglio 2011, dopo 135 lanci.

Queste foto le ho ricavate dalla piattaforma della NASA

La NASA ha pubblicato online (https://images.nasa.gov/) una grandissima collezione di immagini, suoni e video, che si possono scaricare gratuitamente.

lancio dello Space Transportation System

 

Sono state scattate anche foto dello spazio e dei pianeti.

navetta sulla torre di lancio

 

Sono successive le foto dallo spazio di Samantha Cristoforetti.

lancio dello Space Transportation System

 

Foto dello spazio NASA

Si tratta di un materiale eccezionale che illustra lo spazio e le innumerevoli scoperte di astrofisica.

Possiamo, tramite il nostro computer o il nostro smartphone, esplorare comodamente le meraviglie del cosmo da casa.

La libreria, che si propone come una sorta di foto Google dell’esplorazione spaziale, ha un layout molto intuitivo.

È possibile digitare il termine che si desidera cercare e sfogliare il database.

Al suo interno possiamo trovare anche immagini di astronauti, lanci di missili, eventi alla NASA e tante altre cose interessanti.

Le missioni più importanti realizzate hanno permesso il lancio di satelliti (tra cui il telescopio Hubble) e tre sonde interplanetarie, di condurre esperimenti scientifici nello spazio e la manutenzione e la costruzione di stazioni spaziali.

Nel corso del Programma Space Shuttle sono stati costruiti cinque orbiter, due sono andati distrutti in incidenti e tre sono stati ritirati.

Nella sua storia è stato utilizzato per le missioni spaziali orbitali dalla NASA, dal Dipartimento della Difesa statunitense, dall’Agenzia Spaziale Europea, dal Giappone e dalla Germania.

Gli Stati Uniti hanno finanziato lo sviluppo dell’STS e le operazioni di gestione fatta eccezione degli Spacelab D1 e D2, finanziati rispettivamente dalla Germania Ovest e dalla Germania riunificata.

Inoltre, la SL-J è stata parzialmente finanziata dal Giappone.

 

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“Studio geometrie” del 1981 / 1982.

 

La mostra fotografica del 1985, la prima, “Geometrie a confronto” sul rapporto figurativo uomo-arte, corredata da un servizio audiovisivo, è nata nel 1981 / 1982 con questo “studio geometrie”.

Il mio professore di disegno del Liceo Galilei di Siena, Daniele Sasson, mio “Magister” che mi guidò alla fotografia artistica, mi regalò un bellissimo dépliant a tre ante, che misi in mostra.

Ricordo ancora oggi una foto di Daniele che mi piaceva tantissimo, una sveglia, che fu pubblicata su una rivista specializzata.

<<“Voi scattate e noi facciamo il resto”.
La popolarità della tecnica fotografica è debitrice più di quanto si possa immaginare a questo slogan, coniato nel 1888 da George Eastman per la sua famosa Casa Gialla di Rochester N.Y. (U.S.A.).
Alle prime scatole per Disegno Fotogenico prodotte dalla Ackerman & Co. si sostituivano i primi apparecchi fotografici precaricati con rullini di carta ‘fotogenica’ che permettevano la realizzazione di circa 90 immagini positive>>.

 

 

Lo “Studio geometrie “ è nato alla mensa universitaria di Pisa e durante il viaggio a Parigi della 5°C del Liceo Galileo Galilei di Siena.

 

 

 

 

 

La geometria anche oggi è presente ovunque e per me quella di Parigi è stata una visita molto stimolante.

Si respirava creatività, che oggi è diventata il mio lavoro di fotografo di Still life, artistico, di ritratti di famiglia e di donne in stato interessante.

Sono Art Director, Blogger e Copywriter.

 

Studio geometrie 1981 / 1982

 

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Luce flash ed infrarosso.


C’è una forte analogia tra la luce flash ed un riflettore obiettivo ad infrarosso di un Leopard I

La prima, il flash, è una luce a lampo, dai primi flash al magnesio, ai moderni generatori flash che hanno torce con bulbi di vetro contenente un gas particolare.

Intorno al bulbo c’è un filamento che è soggetto una scarica elettrica sprigionata dai generatori in meno di 1/125 di secondo, tempo di sincronizzazione dello scatto.

All’interno del bulbo avviene una esarca di elettroni, che incendia il gas e genera il lampo.

 

Un riflettore obiettivo per Leopard I e Marte è un tipo di illuminazione ad incandescenza, simile alle lampade alogene attuali, ma usato in fotografia per un’illuminazione ad infrarosso.

 

La radiazione infrarossa (IR), in fisica, è la radiazione elettromagnetica con banda di frequenza dello spettro elettromagnetico inferiore a quella della luce visibile, ma maggiore di quella delle onde radio, ovvero lunghezza d’onda compresa tra 700 nm. e 1 mm. (banda infrarossa).

Il termine significa “sotto il rosso” (dal latino infra, “sotto“), perché il rosso è il colore visibile con la frequenza più bassa.

Viene spesso associata con i concetti di “calore” e “radiazione termica“, poiché ogni oggetto con temperatura superiore allo zero assoluto (in pratica qualsiasi oggetto reale) emette spontaneamente radiazione in questa banda (per la legge di Wien aumentando la temperatura il picco di emissione si sposta sempre più verso il visibile finché l’oggetto non diviene incandescente).

 

Il 14 giugno 1851 H. F. Talbot utilizzò la luce di una forte scarica elettrica per fotografare nitidamente un oggetto in movimento.

Fu la prima flashata della storia, ma doveva passare ancora un secolo prima che il lampeggiatore elettronico diventasse una fonte di luce potente e trasportabile.

  

 

 

 

 


XXII Btg. Carri M.O. Piccinini San Vito al Tagliamento

 

Sono Carrista, con incarico di Bonificatore N.B.C. (Nucleare, Batteriologico e Chimico), ero addetto all’Ufficio Informazioni, dove il Maresciallo decifrava messaggi cifrati in caso di guerra, c’erano continue esercitazioni.

Ho fatto il CAR a Pesaro.

 

Con il fucile da guerra Garand.

Il nome del fucile deriva dall’inventore John Garand e fu uno dei primi fucili semiautomatici.

 

Foglio di congedo illimitato.

Risultati della selezione attitudinale.

Rendimento nell’incarico: “Buono”.

 

Il mio Comandante di Compagnia, Cap. Edoardo Scafati, un elicotterista, mi inviò gli ultimi tre mesi del mio servizio militare alla Brigata Meccanizzata “Gorizia” come fotografo di Brigata.

Inno della Brigata Meccanizzata “Gorizia” (A. Cati).

 

Venni inviato dal mio Maresciallo al campo di esercitazioni a San Vito al Tagliamento, dove fu schierato tutto l’armamento dell’Esercito Italiano: carri armati Leopard I, mezzi anfibi, assaltatori, caccia, enormi mezzi semoventi cingolati che posizionarono missili con testate nucleari

I Militari erano alloggiati in una palazzina osservatorio. Sul tetto un addetto guidava via radio i caccia per sganciare bombe a carica ridotta sugli obiettivi.

Io fui inviato sul campo di battaglia, c’erano i “bianchi” ed i “rossi“, che mi vennero incontro.

Non sapevano se ero “amico” o “nemico” e mi ingaggiarono, io ero a piedi e riuscii a far capire loro che ero il fotografo di Brigata.

Tutti sparavano con cariche ridotte, un carro armato prese fuoco sotto l’osservatorio.

Il Generale Canino guadagnò l’ultima sua stella con questa esercitazione.

 

Il mio Comandante accoglie il Generale Canino davanti ai nostri mezzi militari.

 

Un Tenente colonnello con tre Corone Turrite da viene accolto dal mio Comandante.

 

Il Generale Canino parla ai carristi.

 

I nostri carri armati Leopard I.

 

I nostri carri procedono in colonna ad alta velocitàkm/h. 80 – sul campo di esercitazione.

 


Riflettore obiettivo per Leopard I e Marte

Faro dell’uso obiettivo AEG BSW 301 AFFRICATO E BIANCO LIGHT / BUNDESWEHR SERBATOIO LEOPARD U. Marter. Range 800 mt.

 

 

Questo riflettore obiettivo è stato montato su veicoli a catena (Leopard I e Marte) del Bundeswehr / NATO.

 

  

 

 

Può essere commutato da sparsi sulla luce in bundle, oltre a infrarossi sulla luce bianca.

Viene azionato con una tensione CC tra 22V e 30 V, mentre “tira” a seconda della tensione tra 8.7A e 12A.

Dati della commutazione fornita Alimentazione: 240 V Tensione CA a 27 V Tensione DC max. 11,8 A.
Quale dispositivo di rete è adatto solo per il dispositivo interno e il dispositivo HMI è protetto solo da spruzzi d’acqua, c’è una scatola di plastica rossa come protezione del tempo per il funzionamento esterno.

 

 

 

Faro AEG BSW 301 / 12POL.
Cavo di collegamento del faro.
Unità di controllo FB6.
Istruzioni per l’uso con diagramma del circuito.
Piastra di fissaggio con testa a sfera e un alimentatore di commutazione 240V tensione CA a tensione DC 24V incl. 1 CONNETTORE DC. CA.
Dimensioni 375x335x350, peso 14 kg.

 

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Maternità e foto di famiglia.

La fotografia è nata per immortalare un momento.

Fin dai tempi delle prime macchine fotografiche a banco ottico, fino a quelle digitalizzate con un dorso ed alle mirrorless.

Questa è l’immagine di un banco ottico Cambo Actus.

banco ottico Cambo Actus

Il banco ottico moderno è l’evoluzione della prima camera oscura, una fotocamera costituita da una scatola con un foro stenopeico.

Nel 1826 Joseph Nicéphore Niépce realizzò quella che è conosciuta probabilmente come la prima fotografia della storia: “Vista dalla finestra a Le Gras”.

Nel 1826 Joseph Nicéphore Niépce realizzò quella che è conosciuta probabilmente come la prima fotografia della storia: Vista dalla finestra a Le Gras

Nella storia della fotografia, dopo Niépce meritano una citazione altri due personaggi che hanno legato il loro nome a due invenzioni fondamentali: Louis Jacques Mandé Daguerre e William Fox Talbot, ideatori rispettivamente della dagherrotipia e della calotipia.

Il dagherrotipo si ottiene utilizzando una lastra di rame su cui è stato applicato elettroliticamente uno strato d’argento, quest’ultimo sensibilizzato alla luce con vapori di iodio. La lastra deve, quindi, essere esposta entro un’ora e per un periodo variabile tra i 10 e i 15 minuti.
Lo sviluppo avviene mediante vapori di mercurio a circa 60 °C, che rendono biancastre le zone precedentemente esposte alla luce. Il fissaggio conclusivo si ottiene con una soluzione di tiosolfato di sodio, che elimina gli ultimi residui di ioduro d’argento.

La calotipia o talbotipia è un procedimento fotografico per lo sviluppo di immagini riproducibili con la tecnica del negativo / positivo.

Il dagherrotipo più famoso è anche l’immagine in cui per la prima volta comparve un essere umano, mentre la calotipia fu l’embrione dal quale sarebbe nata la fotografia moderna: fu sufficiente prendere un foglio di carta, immergerlo in una miscela di sale da cucina e nitrato d’argento, asciugarlo, ricoprirlo con piccoli oggetti e poi esporlo alla luce per molto tempo. Fu così che, nel lontano 1835, Talbot capì come realizzare un negativo. Pensate, una scatola con un buco, una lente e un foglio, che magia… potreste provare anche voi!

Questa fotografia è utilizzata anche per le foto di famiglia divertenti, che possono essere ritratti singoli e familiari.

Propongo di seguito alcune foto storiche e/o foto di famiglia originali in ritratto singolo.

Il mio bisnonno paterno, padre di mia nonna Giulia, fu nominato generale il 15 dicembre 1883.

Fu deputato dal 1874 al 1900 e ministro della guerra con Francesco Crispi dal 1893 al 1896.

Fu lui a proporre al consiglio dei ministri l’invio di truppe in Africa per la Battaglia di Adua e dovette dimettersi con il governo Crispi IV a seguito proprio del tragico fallimento di tale impresa.

I fratelli Ponticelli in Via Bonghi a Grosseto

Uno foto di still life di oggetti da fumo, un orologio ed una meridiana, con all’interno una delle foto di famiglia antiche di mio nonno Francesco, che siede tra le gambe di un vitello legato per la marcatura a fuoco.

una delle foto di famiglia antiche di mio nonno Francesco, che siede tra le gambe di un vitello legato per la marcatura a fuoco

In questa immagine avevo più o meno 12 anni e monto la cavalla maremmana Dora alla spiaggia, la progenitrice di tutti i nostri cavalli.

monto la cavalla maremmana Dora alla spiaggia, la progenitrice di tutti i nostri cavalli

Quando nel 1986 ero a Milano, fui mandato alla Fiera di Milano dallo Studio Fragola Blu per realizzare delle riprese fotografiche di stilisti emergenti.

Realizzai una serie di immagini di modelle che indossavano abiti da sposa con i rispettivi stilisti.

immagine di una modella che indossa un abito da sposa con la stilista

Questo ci introduce ad una altro genere fotografico, che mi affascina, la fotografia di maternità.

Oltre a essere un “mezzo” per condividere buone notizie, queste potenti immagini social stanno infatti diventando, negli ultimi anni, un nuovo modo di mostrare la maternità anche con foto al mare oppure foto di famiglia natalizie.

fotografia di maternità al mare

Esistono delle rare sale di posa all’aperto, uno stretto e lungo tunnel interrato con il soffitto di vetro, sfruttano la luce solare come unica illuminazione.

Viene steso un fondale in carta oppure sono strutture solide, con una curva tra il muro ed il pavimento.

Viene messa una lastra di pexels dove posano i modelli, sopra la parte lucida, in modo che si riflette la figura sul pavimento.

La mia sala di posa mi permette splendidamente di realizzare ritratti di donne in gravidanza a mezzo busto, smontando il tavolo da Still life Fatif, ho tutto, anche luci a led.

Ho veramente intenzione di curare foto di famiglia felice con ritratti individuali a mezzo busto e foto di maternità.

Curo tutti i social, ma le foto profilo Instagram sono perfette!

Foto di famiglia e foto di maternità

 

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Creative e International Photo Awards: concorso chiuso.

Si chiude il Siena International Photo Awards

Grazie per aver partecipato all’edizione 2022 del Siena International Photo Awards. Il concorso è chiuso e gli illustri membri della giuria sono ansiosi di iniziare il processo di votazione.

Giuria del Siena International Photo Awards.
Appuntamenti chiave

8-18 febbraio 2022

I fotografi con le immagini selezionate per il round finale (evidenziate nella pagina del proprio account) dovranno caricare i file originali e in alta risoluzione.

entro il 22 aprile 2022

Tutti i fotografi che saranno premiati riceveranno un’e-mail di notifica.

Durante questo periodo ti terremo aggiornato attraverso i nostri canali social.

Seguici su Instagram e Facebook.

 

La mia immagine fotografica per la comunicazione animale.

 

La comunicazione animale:

La comunicazione animale è il trasferimento di informazioni da un animale o un gruppo di animali (inviante o invianti) a uno o più altri animali (ricevente o riceventi) che influenza l’attuale o futuro comportamento dei riceventi. Ho partecipato all’edizione 2022 del Siena International Photo Awards nella categoria “Animals in their Environment”.

 

La storia della fotografia:

La storia della fotografia descrive le vicende che portarono alla realizzazione di uno strumento capace di registrare il mondo e di catturare un momento preciso grazie all’effetto della luce e della messa in luce di problemi relativi al concetto di osservazione istantanea. Utilizzando le scoperte e gli studi iniziati già nell’antica Grecia per lo più in ambito accademico aristotelico e platonico, l’idea di concettualizzare il divenire di una forma in immagine, di un concetto nella memoria, acquista un certo interesse: è la fotografia con i suoi primordi, camere ottiche, concetti geometrici, che si concretizzò agli inizi dell’800, si sviluppò arrivando alla riproduzione del colore e all’utilizzo di supporti digitali, imponendosi inoltre come mezzo artistico capace di supportare e affiancare le altre arti visuali che nel frattempo seppero dotarsi di generi e scuole. Dall’800 furono usate macchine a soffietto per lastre di pellicola. Nacque così lo Still life professionale, letterariamente “natura morta”, una disciplina fotografica che ritrae oggetti soprattutto in sala di posa. Lo Still life è nato dai pittori fiamminghi, che ritraevano in torrioni composizioni illuminate dalla “luce finestra”, che ha dato origine agli illuminatori fotografici.

 

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Cartolina con Still life di una cantina vinicola.

Nel © 1990, All rights reserved, pubblicai, quando avevo la Still life S.r.l., questa cartolina, che riproduce una ambientazione di una cantina vinicola.

La composizione dello Still life fu da me realizzata nella cantina di casa nostra, con oggetti tutti di proprietà e/o prestati da un mio caro amico e/o dal nostro giardiniere.

Lo still life mostra un muro a mattoni pieni ed a terra il tufo senese, è di angolo con il nostro pozzo, che raccoglie acqua piovana.

Una botte di vino in legno, un quadro con una stampa in bianco & nero che riproduce l’aratro trainato da buoi, grappoli d’uva sul tavolo e sull’alzata blu con bordo dorato, un fiasco di vino impagliato, un bicchiere antico con la sua bottiglia riempiti di vino rosso, a terra altri due fiaschi, una cesta di uva, una cassetta di legno ed un antico ramato per la vigna.

Il fronte della cartolina mostra all’esterno un bordo bianco ed un bordo nero prima della photo, è il bordo del fotogramma della lastra del banco ottico cm. 10X12, il motivo in alto a sinistra rappresenta le tacche della pellicola Kodak, che identifica il tipo di pellicola usata.

Il retro della cartolina mostra, su due righe in alto a destra con la cartolina in orizzontale, la scritta “collezione banco ottico”, è lì che va messo il francobollo.

Subito sotto ci sono quattro righe con “vino” ripetuto più volte, in quattro lingue, è il posto dove scrivere a chi è destinata la cartolina con l’indirizzo completo.

In verticale, a sinistra c’è il marchio della Still life S.r.l., che oggi, dopo un restyling, contrassegna la mia produzione fotografica di Still life.

La parte che serve per scrivere a mano il testo della cartolina, è stato utilizzato per l’invito di “Aqua” pronunciato in latino, il titolo della mia seconda mostra fotografica del 2002, presso la galleria di arte contemporanea “DIDEE” a Siena, dopo l’arco che dal lato del Duomo porta al Battistero, le scale a sinistra, la galleria a destra in via del Poggio 2.

“Aqua” presentava dieci immagini stampate al plotter con cera, oggi si usano inchiostri ed un’istallazione fotografica molto particolare, che oggi espongo nel mio ufficio alla G.P. Comunicazione.

Subito sotto riporto il riquadro, che è il link per visitare online questa mostra e di seguito i due lati della cartolina.

 

Aqua

 

 

 

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Quattro calendari olandesi.

Presento quattro calendari olandesi, due del 2022 acquistati, uno sul cavallo e l’altro sulle mappe, più il terzo del 2014 ed il quarto del 2015 della G.P. Comunicazione.

Quest’anno ho fatto le agendine del 2022, l’anno prossimo farò nuovamente un calendario olandese per la G.P. Comunicazione.

Forse farò una mostra in una location particolare all’aperto qui a Siena e presenterò le mie mostre artistiche già prodotte in vari anni, che vanno dal 1985 al 2004, mancherà “Sfocato e Mosso – Studio sulla forma e la luce”, che presenterò nel nostro giardino di sotto quando lo permetterà il Covid-19.

La mostra che farò forse nel bosco vedrà le opere presentare in varia forma, dal vivo, appese, proiettando sul maxi schermo filmati su YouTube e sezioni del sito internet della G.P. Comunicazione.

 

Fotografia artistica

 

 

2014

2015

 

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Creative e International Photo Awards 08/01/2022.

 

Chi siamo Siena International Photo Awards:

Il Siena International Photo Awards è oggi uno dei contest di fotografia con la più alta partecipazione internazionale.

All’edizione 2020 hanno concorso circa 48.000 immagini, inviate da fotografi professionisti, dilettanti e amatori provenienti da 156 Paesi del mondo.

 

11 categorie:

Journeys & Adventures • Fascinating faces and characters • The beauty of nature • Animals in their Environment • Architecture & Urban Spaces
Sports in action • Story-telling • Documentary & Photojournalism • Street Photography • Underwater life • Short documentary film.

 

Animali nel loro ambiente naturale:

Wildlife intesa come un modo per evocare l’atmosfera e il senso del luogo e per trasmettere come un animale è parte integrante del suo ambiente.

Celebra ed illustra la ricca diversità della vita sulla terra in modo da proteggerla e conservarla attraverso il potere delle immagini.

 

 

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