Sol per difesa io pungo.

L’Aculeo, periodico della Contrada Sovrana dell’Istrice – maggio 2022

È un onore essere il capitano dell’Istrice

L’11 dicembre 2021 si è insediato il nuovo Capitano dell’Istrice Gianluca Testa.

Padre Mario, uno di noi

Siamo andati a trovare Padre Mario nella sua parrocchia in un pomeriggio di metà inverno.

Il gruppo pittura dai 4 colori

La nostra Contrada vanta, come tradizione vuole, un economato ben organizzato e composto, oltre che da economo e vice economi, anche da gruppi di lavoro che si occupano di vari settori.

Premio di studio “Barone Sergardi”

Tutti gli istriciaioli protettori della Contrada, studenti della scuola media inferiore nell’anno scolastico 2021-2022, possono concorrere all’assegnazione di un premio di studio di €500,00, istituito in memoria del Barone Fabio Sergardi Biringucci, già Capitano vittorioso.

La Sovrana Concessione dei Reali d’Italia alla Contrada dell’Istrice

La vicenda delle Sovrane Concessioni che permise alle Contrade di poter fregiare i propri stemmi con alcuni simboli tratti dall’araldica di nCasa Savoia ci porta al Palio del 2 luglio 1887 che fu rinviato al 16 per attendere la preannunciata visita di Umberto I di Savoia e della consorte Margherita, sovrani d’Italia.

 

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Allenamenti per alfieri e tamburini dell’Istrice.

Gli allenamenti per alfieri e tamburini dell’Istrice sono iniziati mercoledì 11 maggio, a causa di lavori al Campino di Fontegiusta.

Il ritrovo sarà tutti i lunedì, mercoledì e venerdì presso l’Economato di Contrada in via di Camollia, 72 alle ore 18:00.

I corsi sono aperti ai nati dall’anno 2014.

L’Istrice fu protagonista del turbolento Palio di Provenzano del 1862, anticipato (com’era già successo l’anno prima) al 1º giugno per la concomitanza con la Festa dello Statuto.

Alla mossa, Lupa, Tartuca e Torre furono protagoniste di una rovinosa caduta, che provocò la morte dei cavalli delle prime due contrade.

Sotto l’inveire minaccioso della Piazza, il mossiere rinviò la carriera al giorno dopo.

L’indomani alla mossa, la Torre, malgrado il proprio cavallo non fosse al meglio della forma per l’incidente del giorno prima, partì fortissima, conducendo la corsa fino al terzo San Martino.

Qui la Chiocciola riuscì ad affiancare la Torre.

Tra i due fantini, il torraiolo Annibale Maggiori e il chiocciolino Angiolo Fabbri detto Spagnoletto, iniziò un’accanita lotta: Maggiori addirittura si slanciò verso il cavallo della Chiocciola, afferrò Spagnoletto per la vita e prese le briglie del barbero; a sua volta il fantino della Chiocciola rispose con nerbate e persino morsi, al punto che per il duro ostacolo reciproco le due Contrade si arrestarono al Casato.

Sopraggiunse così l’Istrice: il fantino di Camollia, il grande Giuseppe Buoni detto Figlio di Buonino, dalla terza posizione si trovò incredulo in testa e seppe resistere negli ultimi metri all’indomito cavallo della Torre, nel frattempo lasciato dal suo turbolento fantino, riuscendo a precederlo di un soffio.

Per quanto i Giudici avessero subito assegnato la vittoria all’Istrice, i torraioli pretendevano che fosse stato il loro cavallo a giungere per primo al bandierino.

Ne seguì una violenta rissa che costrinse le autorità a requisire il Drappellone, consegnandolo solo quando si calmarono le acque all’Istrice, legittima vincitrice.

 

 

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La contrada dell’Istrice ha il titolo di “Sovrana”.

Il Bando di Violante di Baviera (1730) determina la suddivisione territoriale delle diciassette Contrade di Siena facendo riferimento ai palazzi e ai loro proprietari dell’epoca, basandosi quindi sulle costruzioni più che sulle strade. Esso viene ancora oggi considerato la disposizione di base per determinare gli effettivi confini delle Contrade. Secondo il Bando relativo alla Nuova divisione dei confini delle Contrade, il territorio della Contrada Sovrana dell’Istrice è delimitato dalle seguenti vie e palazzi:

Istrice, n. 15 – Dalla Porta Camollia per la strada maestra da ambe le parti fino alla dirittura della piaggia che porta alla Lizza e poggio Malavolti, dalla casa de signori Francesconi e di lì salga da man destra solamente alla squola di cavallerizza e non compreso il palazzo Malavolti occupi la Lizza tutta colla fortezza, siccome le case della piaggia che va a Santa Petronilla, la strada tutta di Campansi e Pignattello, come quelle che portano a fonte Giusta“.

Il letterato Girolamo Gigli scrisse nel suo Diario Senese del 1723, sul territorio della Contrada dell’Istrice:

«L’Istrice contiene la Strada dalla Costa del Cavallerizzo a Mendici, la Lizza, la Piazza degli Umiliati, tutta Camollia fino alla Porta, il Pignattello dalle Convertite, le Strade e Vicoli da Fontegiusta, anticamente Fichereto».
(Girolamo Gigli, Diario Sanese)

La contrada ha il titolo di “Sovrana” per concessione del Sovrano Ordine Militare di Malta. La Magione dei Templari si trova infatti nel territorio di questa Contrada (all’angolo tra via Malta e via Camollìa) lungo il percorso dell’antica via Francigena e l’Ordine ebbe sede dal XIV secolo nel rione di Camollia.

L’Istrice fu protagonista del turbolento Palio di Provenzano del 1862, anticipato (com’era già successo l’anno prima) al 1º giugno per la concomitanza con la Festa dello Statuto.

Alla mossa, Lupa, Tartuca e Torre furono protagoniste di una rovinosa caduta, che provocò la morte dei cavalli delle prime due contrade. Sotto l’inveire minaccioso della Piazza, il mossiere rinviò la carriera al giorno dopo. L’indomani alla mossa, la Torre, malgrado il proprio cavallo non fosse al meglio della forma per l’incidente del giorno prima, partì fortissima, conducendo la corsa fino al terzo San Martino. Qui la Chiocciola riuscì ad affiancare la Torre. Tra i due fantini, il torraiolo Annibale Maggiori e il chiocciolino Angiolo Fabbri detto Spagnoletto, iniziò un’accanita lotta: Maggiori addirittura si slanciò verso il cavallo della Chiocciola, afferrò Spagnoletto per la vita e prese le briglie del barbero; a sua volta il fantino della Chiocciola rispose con nerbate e persino morsi, al punto che per il duro ostacolo reciproco le due Contrade si arrestarono al Casato.

Sopraggiunse così l’Istrice: il fantino di Camollia, il grande Giuseppe Buoni detto Figlio di Buonino, dalla terza posizione si trovò incredulo in testa e seppe resistere negli ultimi metri all’indomito cavallo della Torre, nel frattempo lasciato dal suo turbolento fantino, riuscendo a precederlo di un soffio. Per quanto i Giudici avessero subito assegnato la vittoria all’Istrice, i torraioli pretendevano che fosse stato il loro cavallo a giungere per primo al bandierino. Ne seguì una violenta rissa che costrinse le autorità a requisire il Drappellone, consegnandolo solo quando si calmarono le acque all’Istrice, legittima vincitrice.

Prima che nascesse la loro recente quanto accesa rivalità, Lupa ed Istrice erano addirittura alleate. Furono delle banali questioni di confine, nate negli anni trenta per una disputa di pochi metri, a far nascere i primi dissidi. Per far tornare i rapporti sereni fu istituita una commissione, che però non riuscì a far accordare le parti.

La tensione salì fino ai due Palii del 1935, quando a luglio vinse la Lupa e ad agosto l’Istrice, in entrambi i casi con il cavallo Ruello. I Numeri Unici editi in quelle occasioni dalle due Contrade riportarono serie rivendicazioni reciproche e i classici sfottò palieschi che caratterizzano ogni rivalità senese: rivalità che da allora non si è mai placata.

 

 

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